Il Narcissus serotinus al Circeo: varietà autunnale del fiore della vanità

Il Narcissus serotinus al Circeo: varietà autunnale del fiore della vanità

Da settembre a novembre, passeggiando lungo i sentieri del promontorio, non di rado vi capiterà di incontrare un grazioso fiore bianco che sembra preannunciare l’arrivo della primavera piuttosto che dell’autunno: si tratta del narcissus serotinus, una varietà autunnale del narciso che cresce sul nostro territorio. È provvisto di sei petali bianchi che emanano un profumo delicato e di una corona centrale giallo-arancio.

 

Fiore amato e al contempo temuto sin dall’antichità, si lega a numerosi miti e leggende, la più celebre delle quali ci viene narrata da Ovidio nelle sue “Metamorfosi”: Narciso, giovane di singolare bellezza, era oggetto del desiderio delle ninfe che avevano sede nei boschi, che si innamoravano perdutamente di lui; il bel fanciullo preferiva vivere in solitudine dedicandosi alla caccia e respingeva l’amore dei numerosi spasimanti (molti erano anche gli uomini che si invaghivano di lui), ma uno tra di loro, ferito per essere stato rifiutato, chiese a Nemesi (la dea che faceva giustizia) di vendicarlo e Narciso fu condannato ad innamorarsi della sua stessa immagine riflessa nell’acqua. Questo maleficio portò alla morte del giovane, che si struggeva d’amore per qualcosa che non poteva afferrare, né possedere in nessun modo e dalle sue spoglie mortali nacque il magnifico fiore che da lui prende il nome.

Il narciso era molto temuto nell’antichità per la sostanza tossica contenuta nel suo bulbo, la narcissina, che, colpendo il sistema nervoso, può essere letale anche in piccole quantità. Non a caso il nome narciso potrebbe derivare dal greco “narcosis”, che ha il significato di “torpore”, da cui per deduzione abbiamo “narcotizzante”, utilizzato perlopiù in riferimento a oppiacei o anestetici.