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General update: 16-08-2017

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Vigna la Corte e le Mura

Vigna la Corte si trova a ridosso del lato nord-orientale delle mura medievali del Centro Storico. Nel 2006 il Comune di San Felice ha riqualificato l’area creandovi un parco pubblico con una incantevole vista sul golfo di Gaeta.

Il nome dell’area nasce dalla sua destinazione d’uso in quanto la zona, in epoca antica, fu messa a coltura dai feudatari del castello, prima, e della Camera Apostolica poi.
Il tratto di mura che cinge l’area fa parte del sistema difensivo creato dai Templari per difendere il castrum di San Felice, ed esso proseguiva nel lato settentrionale, ad oggi inglobato e nascosto da intonaci moderni, fino a congiungersi con il tratto di mura, tuttora esistenti, prospicienti verso piazzale S. Francesco.

Osservando dunque l’abitato murato del Centro Storico è evidente che i Cavalieri del Tempio scelsero per l’incastellamento l’area in finto piano collocata sulle pendici del promontorio, corrispondente al settore inferiore dell’abitato romano. In questo modo l’impianto urbano poteva utilizzare sia le preesistenze monumentali, soprattutto a scopo difensivo, sia -per l’edificazione della rocca e del borgo- la spianata rettangolare situata nella parte alta dell’insediamento.

Nell’ottica del riutilizzo e conformemente all’uso tipico dell’edilizia medievale anche le mura furono costruite usando materiale romano di recupero: mattoncini e tegole fittili, frammenti marmorei di architravi, blocchi squadrati di pietra calcarea locale.
La tecnica costruttive è la medesima sia per la Torre che per le mura: i blocchi di calcare sono disposti in filari dall’andamento irregolare e ondulatorio intervallati ora da filari di mattoncini di recupero ora dalle lastre di marmo.

L’irregolarità della messa in opera descritta non è costante lungo tutte le mura ma caratterizza in modo particolare il perimetro del lato settentrionale e occidentale, mentre nelle mura del lato orientale, prospicienti verso il mare, l’andamento dei filari è quasi rettilineo. L’impressione che si potrebbe avere è che in questo tratto di muro abbiano lavorato operai specializzati che hanno eseguito il lavoro con tutta la loro maestria e competenza, tuttavia la tecnica esecutiva e l’uso degli stessi materiali scarta questa ipotesi facendo pensare ad un’unica campagna costruttiva.

La differenza è piuttosto giustificata dal fatto che il lato est è quello rivolto verso il mare e verso l’agro Pontino, dunque il più soggetto ad eventuali gli attacchi e incursioni: questo spiega la muratura più regolare e più resistente ad eventuali assalti rivali.

Il lato nord e quello occidentale, invece, erano protetti dal monte, motivo per cui gli operai medievali eseguirono il lavoro in modo meno accurato e sbrigativo.
Il lato occidentale era inoltre munito di due semitorri rettilinee cave, la cui leggibilità è alterata dai moderni balconcini addossati alle mura, e a fianco di queste torri si disponevano altrettanti accessi all’abitato, attualmente non più in uso perché ostruiti da una tamponatura e dall’addossamento di un fabbricato.

La particolare posizione delle porte, da cui avevano origine gli assi trasversali del sistema viario del borgo che intersecavano il decumano della città romana, è l’unico indizio che fa presumere una progettazione razionale del reticolo urbano duecentesco.

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