1. Skip to Menu
  2. Skip to Content
  3. Skip to Footer
Ultimo Aggiornamento:
General update: 29-04-2017

Stay Connected:

FacebookTwitterYoutube
Messaggio
  • Cookie Normativa EU e-Privacy

    Questo sito usa i cookies per la registrazione utenti, navigazione, statistiche e altre funzioni. Navigando all'interno del sito, accettate l'utilizzo dei cookies sul vostro dispositivo e la registrazione dei dati.

    Leggi la normativa

Ville Romane

Nel I sec. a.C., verso la fine dell’età repubblicana e dopo la guerra sociale che sconvolse la città di Roma, si ristabilisce, nei territori ad essa dipendenti, un periodo di relativa tranquillità che al Circeo si manifesta attraverso una fervente espansione edilizia.

Sorgono, nel periodo che segna il passaggio dalla Repubblica all’avvento dell’Impero, grandi complessi residenziali e sontuose ville disposte sulle pendici e sulle rive del Promontorio, che testimoniano di come la zona, già da allora, fosse votata al turismo e fosse scelta dai facoltosi abitanti dell’Urbe per venire a trascorrere le vacanze estive.

Le fonti antiche parlano anche dei cibi tipici della territorio: la lactuca (lattuga), la beta (bieda), il mirto, il lauro, molte erbe velenose per curare i morsi delle vipere, ma soprattutto erano famose le dolci ostriche del Circeo che crescevano abbondanti lungo la costa e nei laghi, come ci fanno sapere Orazio, Giovenale e Plinio.

Le ville romane databili tra la fine e l’inizio del I sec. a.C. erano numerose e ancora nel 1925 il Lugli ne individua 12 -oltre quella di Domiziano sul lago di Paola- situate sia nei pressi del lungomare (ben 3), sia sul monte (due nel versante meridionale e cinque nel versante settentrionale).

Delle tre lungo la costa una sorgeva dove oggi c’è Torre Vittoria, della quale nel 1925 era ancora riconoscibile il recinto perimetrale di circa 60 m. x 30 m; la seconda villa era in località Murone, della quale rimanevano i due bracci del portico; la terza è la splendida Villa detta i Quattro Venti.

Di più difficile accesso sono le ville situate sulle pendici del monte e delle quali, purtroppo, sono sopravvissute quasi esclusivamente le antiche cisterne per l’acqua. E sono proprio le cisterne, utilizzate in vario modo nel corso dei secoli, ad aver poi dato differenti denominazioni ai luoghi che occupano, proprio in funzione delle successive destinazioni d’uso orami entrate nella leggenda.

Ed è per ciò che immerse nella rigogliosa vegetazione del monte si possono trovare la piattaforma di villa con cisterna denominata Grotta della Sibilla o la villa con cisterna detta grotta dei Banditi, un tempo situata nei pressi della fontana di Mezzomonte, e ancora la villa con cisterna di Vasca Moresca, sfruttata anche dai papi del XVII-XVIII secolo per la raccolta delle acque piovane, la villa con cisterna detta grotta della Carella, situata nell’antico oliveto Aguet sotto la vetta del Picco, ed infine la villa con Cisterna del Peretto.

Queste più o meno le ville dell’antica Circeii sopravvissute fino al secolo scorso, alcune residenze di villeggiatura, come possiamo supporre per la villa dei Quattro Venti, altre forse di normale abitazione. La loro bellezza e lo stretto legame che hanno stabilito con il territorio naturale, con il quale si sono spesso fuse, meritano di sicuro l’interesse di chi visita il paese e vuole trovare luoghi ameni immersi nella natura e ricchi di fascino.

Chi è on-line?

Abbiamo 14 visitatori e nessun utente online

Accesso Utenti