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General update: 17-02-2017

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Le Grotte

La formazione geologica del Circeo risale alla fase centrale dell’era Mesozoica, ovvero l’epoca “di mezzo” delle ere geologiche. Il promontorio fu intensamente interessato dal ben noto fenomeno del carsismo che provocò la formazione delle grotte.

Successivamente le cavità furono modellate o, per così dire, “risagomate” durante il Quaternario dall’azione marina che ha lasciato vistose tracce del suo livello tramite i fori nella roccia provocati dai litodomi (i cosiddetti datteri di mare): esiste in quasi tutte le grotte del Circeo una fascia di fori lasciati da questi molluschi che termina proprio all’altezza di circa 8 metri.

Durante l’ultimo periodo glaciale, in seguito ad un abbassamento del livello marino, queste grotte, emerse come cavità naturali, vennero utilizzate come dimora dall’uomo preistorico. Le grotte preistoriche del Circeo furono divise schematicamente in due gruppi da Alberto Carlo Blanc: quelle che hanno fornito resti di fauna fossilizzata e di industria litica, quelle che hanno mostrato solamente un riempimento detritico fossilifero.

Al primo gruppo appartengono: grotta Guattari, del Fossellone, Breuil, dell’Acquario, Elena, del Presepio, del Cervide, Stefanini, e la grotta di Torre Fico. In particolare le grotte dell’Acquario, Breuil e del Presepio hanno conservato consistenti resti del riempimento quaternario comprendenti fauna fossile, avanzi di carbone –a testimoniare l’uso del fuoco da parte dell’uomo- e manufatti litici della cultura “pontiniana” (epoca dell’Uomo di Neandertal).

Al secondo gruppo devono attribuirsi le grotte di Torre Paola, dell’Isolotto, della Maga Circe, della Spiaggia dei Bombardieri, del Rimbombo, dei Tre Luigi, della Fessura, delle Palme, dei Pesci e dell’Impiso -così nominata dalla particolare foggia di una conformazione stalattitica che ricorda un uomo impiccato-.

Attraverso i saggi stratigrafici effettuati in alcune di queste grotte è stato possibile individuare il tipo di fauna “preistorica” presente al Circeo. I fossili più antichi appartengono a esemplari di “fauna calda”, destinata successivamente ad estinguersi con il sopraggiungere del periodo glaciale: Elefante antico, Ippopotamo e Rinoceronte.

Negli strati via via intermedi fino a giungere a quelli superiori si nota una diminuzione della fauna calda in favore di quella tipica del clima “freddo”: Stambecco, Camoscio e Asino delle steppe.

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