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Leggende Omeriche

OmeroGli scrittori antichi sono tutti concordi nel mettere in relazione l’origine del nome del promontorio con la legenda della Maga Circe, tramandata da Omero.
Nell’Odissea infatti si narra del soggiorno di Ulisse presso l’isola Eea dimora di Circe, perfida maga figlia del dio Sole. Ulisse vi rimarrà con i suoi per un anno, conquistando l’amore e la fiducia di Circe.

La maga, descritta dagli scrittori antichi come feroce e spietata, legata al culto dei boschi e delle selve, da cui ricava i suoi filtri, vendicativa con chi non si piega alle sue passioni, nell’Odissea viene trasformata e umanizzata dall’amore per Ulisse che la rende una donna docile e arrendevole.

Di fronte alla volontà di Ulisse di partire Circe non si oppone ma ne agevola la partenza con una favorevole brezza marina, denominata kirkaia o vento di Circe. Secondo la tradizione omerica sull’isola perde la vita uno degli uomini di Ulisse, Elpenore. I compagni prima di partire ne cremano il corpo presso la spiaggia, costruendo anche un tumulo con una stele e configgendovi sopra il remo della memoria.

Tra gli scrittori antichi, che testimoniano il culto della maga presso il promontorio, ricordiamo Cicerone, che nel De Natura Deorum ricorda come viva e assai sentita la devozione per Circe da parte dei coloni Circeienses abitanti del promontorio, e Strabone, che nelle Georgiche menziona come i sacerdoti di Circe mostrassero, oltre al sepolcro di Elpenore, il calice dal quale Ulisse bevve la pozione magica preparata dalla maga risultandone però immune.

Il nome del monte si fa dunque risalire all’appellativo della maga fin da epoca assai remota, anche se recenti interpretazioni e riletture hanno suggerito delle nuove proposte. Una delle più interessanti è quella dello storico locale Tommaso Lanzuisi.
Da una parte lo studioso ricorda come in dialetto il picco venga denominato “Picc’ de Circhie” che vuol dire sì Picco di Circe ma, alla lettera, “Picco del Cerchio”, facendo notare come l’origine del nome del promontorio si debba legare piuttosto alla sua forma circolare.

Egli però fornisce una seconda e più suggestiva lettura: Aiaie –che in indoeuropeo diviene Eea- è un antico termine semitico che in greco vuol significare “isola dello Sparviero” e sempre in greco kirke è il nome di un rapace tipico della fauna marina.
Quindi i marinai fenici, che per primi costeggiarono il promontorio, gli diedero il nome di “Isola dello Sparviero” -che in greco divenne Nesos Kirkes- sia per la gran quantità di rapaci che vi erano soliti nidificare ma anche per la caratteristica forma –ad aquila ad ali spiegate- che il Picco, con i due versanti del monte leggermente digradanti ai lati, assume dal mare.

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